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Casi reali

Sei casi reali, e la domanda sbagliata da cui partivano.

Non trovi nomi né loghi: molti clienti preferiscono restare fuori, e un elenco non ti direbbe niente di utile. Trovi la situazione di partenza, cosa abbiamo deciso, cosa abbiamo rinunciato a fare e com’è finita.

01

Produttore alimentare artigianale

Food / DTC · 2,4M di fatturato

2025 · 9 mesi

Ruolo: direzione strategica su offerta, prezzo e allocazione del budget

La domanda sbagliata

«Come abbassiamo il costo per acquisizione?»

Il costo per acquisizione era alto perché stavano comprando l’attenzione di persone che non avevano nessun motivo di volere quel prodotto. Ottimizzare le campagne avrebbe reso più efficiente un problema che non era di efficienza.

La situazione

Prodotto eccellente, distribuzione locale solida, un ecommerce che però trattava il prodotto come una commodity: prezzo al chilo e nessuna ragione per scegliere quello e non un altro. Ogni mese si alzava l’offerta sulle campagne per tenere lo stesso volume di vendite.

La decisione

Ho spostato la maggior parte del budget dalla performance alla costruzione di domanda, e riposizionato l’offerta da prodotto sfuso a formato regalo, con prezzi e bundle rifatti. Il pagato è stato ridotto al retargeting sul pubblico generato dai contenuti.

Cosa abbiamo rinunciato a fare

Tre mesi di risultati non attribuibili, con un imprenditore che ogni settimana vedeva scendere le vendite dirette. È stata la parte difficile della decisione: l’abbiamo messa per iscritto prima di partire, con la soglia oltre la quale saremmo tornati indietro.

Com’è finita

Vendite ecommerce quasi ventuplicate rispetto all’anno precedente e un bacino proprietario di alcuni milioni di persone, riattivabile senza ricomprare attenzione ogni volta.

02

Produttore di creme spalmabili artigianali

Food / DTC · nessun canale diretto

2025 · 12 mesi

Ruolo: direzione strategica sul canale diretto, con l’agenzia sull’esecuzione

La domanda sbagliata

«Ci serve un ecommerce?»

La domanda dava per scontato che il problema fosse il negozio online. Il punto era un altro: a chi vendiamo direttamente, e perché uno dovrebbe comprare da noi invece che dove ci trova già.

La situazione

Prodotto forte, distribuzione fatta di rivenditori e mercati locali, zero rapporto diretto con chi mangia il prodotto. Ogni valutazione sul canale diretto partiva dallo strumento invece che dal destinatario.

La decisione

Ho definito il segmento e la ragione d’acquisto prima di qualunque scelta tecnica, e ho tenuto la direzione per tutti i dodici mesi. L’esecuzione — sviluppo, campagne, contenuti — l’ha fatta *redmango, coordinata da me.

Cosa abbiamo rinunciato a fare

Rinunciare all’assortimento completo online per non mettere il canale diretto in concorrenza di prezzo con i rivenditori, che restavano la parte grossa del fatturato.

Com’è finita

Da zero a circa 100.000 € di vendite dirette nel primo anno, e un canale che l’azienda controlla senza dipendere dagli intermediari.

03

Ecommerce di ricambi per auto d’epoca

Automotive / nicchia collezionismo

2025 · in corso

Ruolo: strategia di acquisizione e allocazione del budget pubblicitario

La domanda sbagliata

«Quanto possiamo aumentare il budget in advertising?»

Aumentare la spesa su una struttura che non distingueva chi sta restaurando un’auto da chi sta solo guardando avrebbe moltiplicato il costo, non i ricavi.

La situazione

Nicchia con una domanda ristretta ma molto motivata: chi restaura un’auto d’epoca cerca un pezzo preciso e lo compra. Il budget era però distribuito in modo uniforme su un pubblico molto più largo di quello che compra davvero.

La decisione

Ho ristretto il perimetro di spesa alla domanda già espressa e riallineato catalogo e campagne sulle referenze che reggono il margine, invece di spingere su volume e visibilità generica.

Cosa abbiamo rinunciato a fare

Rinunciare a un bacino molto più ampio, e quindi a numeri di traffico che facevano una figura migliore nei report ma non arrivavano in cassa.

Com’è finita

Ritorno di otto euro per ogni euro investito nelle campagne, con una spesa complessiva più bassa di quella di partenza.

04

Studio professionale

Servizi professionali · mercato locale

2025 · 12 mesi

Ruolo: analisi del mercato locale e scelta delle aree da presidiare

La domanda sbagliata

«Quanto budget dovremmo mettere in pubblicità?»

La domanda era già consapevole e in gran parte non presidiata: pagare per intercettarla avrebbe funzionato, ma per sempre. La domanda giusta era quale asset volevamo possedere a fine anno.

La situazione

Studio solido, reputazione costruita sul passaparola, zero presenza organica. I clienti cercano online prima di scegliere un professionista, e trovavano soltanto directory e concorrenti generici.

La decisione

Nessun advertising. Tre aree di specializzazione da presidiare in organico, scelte per margine e ricorrenza invece di inseguire ogni richiesta possibile. Contenuti scritti insieme ai soci, per non perdere autorevolezza tecnica.

Cosa abbiamo rinunciato a fare

I primi quattro mesi praticamente piatti. Con la pubblicità avrebbero visto richieste dalla prima settimana: quell’attesa andava accettata consapevolmente, non subita.

Com’è finita

Circa quaranta richieste di preventivo al mese, oltre 70.000 € di incarichi attribuibili nei primi dodici mesi e un costo di acquisizione che scende invece di salire, perché l’asset è dello studio e non della piattaforma.

05

Insegna della ristorazione

Retail food · dentro un gruppo noto

2024 · 4 mesi

Ruolo: definizione dell’angolo creativo e della strategia di distribuzione

La domanda sbagliata

«Come competiamo con i budget dei grandi player?»

Competere sul budget era una partita persa in partenza. La domanda utile era un’altra: cosa possiamo fare noi che loro, per dimensione e catene di approvazione interne, non possono fare?

La situazione

Insegna forte dentro un brand più forte, ma comunicazione appiattita sulle promozioni. Il budget disponibile era una frazione di quello dei concorrenti diretti.

La decisione

Tutto sul formato organico e sul contesto locale, con spinta a pagamento solo sui contenuti che partivano da soli. Angolo creativo costruito sul territorio, non sul prodotto.

Cosa abbiamo rinunciato a fare

Perdere la prevedibilità: nessuna garanzia di volume, nessun forecast affidabile. Compensato limitando l’investimento alla produzione e non alla distribuzione.

Com’è finita

Oltre 150.000 persone raggiunte con spesa pubblicitaria marginale, e un archivio di format che il team interno continua a usare senza di me.

06

Personaggio pubblico

Personal brand · forte esposizione mediatica

2024 · 5 mesi

Ruolo: impostazione del progetto, obiettivi e coordinamento con l’entourage

La domanda sbagliata

«Che tipo di sito ci serve?»

Partire dal «che sito serve» avrebbe prodotto un sito bello e inutile. Il problema non era la vetrina: era che ogni rapporto con il pubblico passava da canali controllati da qualcun altro.

La situazione

Visibilità mediatica altissima, interamente appoggiata su piattaforme di terzi. Nessuno spazio proprio per raccontare progetti, filtrare richieste commerciali e presentarsi ai partner.

La decisione

Definire come obiettivo il controllo e l’autonomia di gestione, non le visite. Ogni scelta di struttura è stata valutata su una sola domanda: questa cosa la potranno gestire da soli tra sei mesi?

Cosa abbiamo rinunciato a fare

Rinunciare a funzionalità che avrebbero richiesto manutenzione tecnica continua, e quindi dipendenza permanente da un fornitore.

Com’è finita

Progetto online dal concept allo sviluppo e gestito internamente dal giorno del lancio, senza contratti di assistenza.

E tu, da quale domanda stai partendo?

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Su LinkedIn scrivo di marketing, numeri e decisioni con una certa regolarità. È il modo più semplice per farti un’idea del metodo senza prenotare niente e senza lasciare un contatto.