Cosa fa (e cosa non fa) un fractional CMO
“Cosa fa un fractional CMO” ha una risposta breve. “Cosa NON fa” è la parte che evita i fraintendimenti dopo, non prima. Cosa fa, concretamente Decide la strategia: dove investire il budget, quali canali usare, in che ordine. Definisce gli obiettivi e i numeri con cui giudicarli. Guida il team interno e coordina le agenzie…

“Cosa fa un fractional CMO” ha una risposta breve. “Cosa NON fa” è la parte che evita i fraintendimenti dopo, non prima.
Cosa fa, concretamente
Decide la strategia: dove investire il budget, quali canali usare, in che ordine. Definisce gli obiettivi e i numeri con cui giudicarli. Guida il team interno e coordina le agenzie o i freelance che eseguono. È la testa che dà una direzione a quello che, senza di lei, resta un elenco di attività scollegate.

Cosa NON fa (e perché conta saperlo prima)
Non scrive i post, non gira i video, non progetta le grafiche, non gestisce la community sui social ogni giorno. Quella è esecuzione — resta al team interno, a un’agenzia, a un freelance specializzato. Un fractional CMO che si mette a fare tutto questo da solo, di fatto, ha smesso di dirigere: sta eseguendo, e lo fa nel tempo che dovrebbe dedicare a decidere.
Perché la confusione è così comune
“Marketing” è una parola che copre tutto, dalla strategia di posizionamento al singolo post su Instagram. Chi non ha mai lavorato con una direzione esterna si aspetta spesso che una persona sola faccia tutto lo spettro. Non è pigrizia del fractional CMO: è semplicemente un mestiere diverso da quello dell’esecutore, anche se entrambi si chiamano “marketing”.
La regola in una riga
Se ti aspetti che scriva i contenuti, ti serve un esecutore. Se ti aspetti che decida cosa contenuti scrivere, a chi, e perché, ti serve un fractional CMO.
Se non sei sicuro di quale dei due ti serve davvero, prenota una call e ne parliamo.

Come si applica al tuo caso?
Un articolo ti dà il criterio. Una sessione te lo applica ai tuoi numeri.