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Attualità02/09/262 min

Ho controllato 288 aziende tra Torino e Milano. 75 sono invisibili per l’AI. Ecco perché succede.

Ho passato al setaccio 288 aziende tra Torino e Milano. Non un campione casuale: sono le aziende del nostro database prospect, quelle con cui lavoriamo o vorremmo lavorare. Il risultato: 75 sono invisibili per ChatGPT, Gemini, Perplexity. Una su quattro, più o meno. Cosa vuol dire «invisibile» Non vuol dire che il sito è brutto.

Ho controllato 288 aziende tra Torino e Milano. 75 sono invisibili per l’AI. Ecco perché succede.

Ho passato al setaccio 288 aziende tra Torino e Milano.

Non un campione casuale: sono le aziende del nostro database prospect, quelle con cui lavoriamo o vorremmo lavorare.

Il risultato: 75 sono invisibili per ChatGPT, Gemini, Perplexity. Una su quattro, più o meno.

Cosa vuol dire «invisibile»

Non vuol dire che il sito è brutto. Vuol dire che un’AI non riesce a leggerlo.

Chiedi a ChatGPT un confronto tra fornitori nel tuo settore. Se il tuo sito non è leggibile da questi sistemi, semplicemente non entri nella lista. Non conta se sei il migliore della zona da trent’anni.

Dettaglio di un pannello in vetro smerigliato illuminato in verde lime su una parete nera

Perché succede, quasi sempre

Il problema quasi mai è estetico. È tecnico, e spesso invisibile a occhio nudo:

Un robots.txt che blocca senza volerlo l’accesso ai crawler AI.

Contenuti caricati solo via JavaScript, che il crawler non vede.

Uno schema.org mancante o scritto male, che non spiega alla macchina cosa sta guardando.

Il sito, a guardarlo, sembra perfetto. Ed è proprio per questo che quasi nessun titolare se n’è accorto.

Perché conta adesso, non tra un anno

Fino a poco tempo fa, questo era un dettaglio tecnico per pochi addetti ai lavori.

Oggi sempre più persone chiedono prima all’AI, poi cercano su Google. Se non ti vede l’AI, hai già perso quella fetta di ricerca — prima ancora che il potenziale cliente digiti qualcosa su un motore di ricerca tradizionale.

Come si controlla (in due minuti)

Non serve un audit completo per farsi un’idea. Bastano due domande a ChatGPT o Perplexity: «chi sono i migliori fornitori di [il tuo settore] a [la tua città]?» e «cosa fa [il nome della tua azienda]?»

Se la seconda risposta è vaga, sbagliata o assente, è un primo segnale.

Non serve buttare via il sito e ricominciare da zero. Serve qualcuno che lo guardi con l’occhio giusto — quello tecnico, non quello estetico.


Se vuoi sapere se la tua azienda è tra quelle invisibili, prenota una call: bastano due minuti per dirtelo.

Daniele Gilio

Autore

Daniele Gilio

Consulenza marketing per imprenditori e direttori marketing. Torino.

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