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Definizioni04/09/262 min

Come si integra un fractional CMO con chi già fa marketing in azienda

Il timore più comune non è il costo, è la sovrapposizione: chi decide, se in azienda c’è già qualcuno che si occupa di marketing? La risposta cambia tutto.

Come si integra un fractional CMO con chi già fa marketing in azienda

«Ho già una persona di marketing in azienda — cosa succede a lei, se arriva un fractional CMO?» È la domanda che frena più assunzioni di quanto sembri, e raramente viene detta ad alta voce. Il timore non è il costo. È la sovrapposizione. O peggio, sentirsi scavalcati.

Non si sostituiscono, si completano su piani diversi

Un fractional CMO decide la direzione — cosa fare, in che ordine, con quale obiettivo, come si misura il successo. Chi già lavora in azienda sul marketing, se è una figura operativa (gestisce i social, produce contenuti, segue le campagne), continua a fare esattamente quello. Con la differenza che ora quel lavoro risponde a una priorità esplicita, invece che a decisioni prese caso per caso. Non è una sostituzione: è l’aggiunta del livello che, spesso, in azienda mancava del tutto.

Primo piano sul punto di biforcazione, un percorso verde lime

Il caso più delicato

Se la persona interna gestiva anche le decisioni strategiche — non solo l’esecuzione — l’arrivo di una direzione esterna sposta davvero qualcosa. Va detto apertamente, non nascosto. La soluzione onesta non è fingere che nulla cambi: è chiarire da subito cosa resta suo (l’esecuzione, spesso la conoscenza più approfondita del prodotto e dei clienti, che nessun fractional CMO ha il primo giorno) e cosa passa alla nuova direzione. Fatto bene, molte persone interne vivono l’arrivo di una direzione esterna come un sollievo, non come una minaccia: qualcuno si prende la responsabilità delle decisioni difficili che prima ricadevano tutte su di loro.

Come funziona nelle prime settimane

Le prime conversazioni non sono con la proprietà. Sono con chi già lavora il marketing ogni giorno: cosa funziona, cosa no, cosa non si è mai riusciti a fare per mancanza di tempo o di mandato. È la fonte di informazione più preziosa che un fractional CMO ha a disposizione. Trattarla come tale — invece che scavalcarla — è quello che decide se l’integrazione funziona o genera attrito.

Il segnale che l’integrazione sta funzionando

Non è l’assenza di tensioni: qualche attrito nelle prime settimane è normale, quando i ruoli si stanno ridefinendo. È che, dopo qualche mese, la persona interna sa esattamente cosa deve fare e perché — invece di aspettare istruzioni generiche o di dover indovinare le priorità da sola.

La regola in una riga

Un fractional CMO non toglie lavoro a chi già c’è in azienda: gli toglie l’onere di decidere da solo cosa fare — e quasi sempre, quel peso, chi lo portava è sollevato di lasciarlo andare.

Se in azienda hai già una persona di marketing e vuoi capire come si integrerebbe una direzione esterna, prenota una call.

Daniele Gilio

Autore

Daniele Gilio

Consulenza marketing per imprenditori e direttori marketing. Torino.

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